Ti porto di peso?

La “Scalamostro” di Paolo Malgrati (vignetta già pubblicata in «DM» n. 174, luglio 2011, e qui ripresa per gentile concessione dell’Autore e della UILDM – Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare – che detiene l’utilizzo esclusivo del disegno).

Se venissimo invitati ad andare in un posto, che già sappiamo inaccessibile, cosa dovremmo fare?

Certo, potremmo farlo presente, auspicando magari di spostare l’incontro in un altro luogo meno problematico per noi, ma se ci venisse risposto: “Ma dai, quanti problemi ti fai! Ti porto di peso!”?

Potremmo replicare che la nostra carrozzina è pesante, che non vorremmo che, usandola in modo improprio, si rovinasse, e che, sostanzialmente, non vogliamo essere trattate/i come pacchi (rischiando, oltretutto, di passare da ingrate/i)?

Quante volte vi siete trovati in situazioni del genere? Sia per un invito ufficiale, sia tra amici.

Avete voglia di raccontarci come vi siete comportate/i, o come pensate che vi comportereste davanti a una simile eventualità?

Raccontarlo potrebbe aiutare le altre e gli altri a capire come ci si sente davanti alla proposta “ti porto di peso?”, e forse, anche, a cogliere che le barriere più difficili da superare sono quelle mentali.

Chi vuole collaborare a questa iniziativa, e raccontarci la propria esperienza, può scrivere all’indirizzo e-mail gruppodonne@uildm.it entro il 10 dicembre. Per dubbi o spiegazioni potete usare lo stesso indirizzo e-mail e chiedere di Oriana Fioccone.

Le riflessioni e le testimonianze raccolte verranno pubblicate nello spazio web del Gruppo donne UILDM: http://www.uildm.org/gruppodonne/

Vi invitiamo a partecipare numerose/i.

 

Il Coordinamento del Gruppo donne UILDM

 

Ultimo aggiornamento: 12.11.2014

 

Abbiamo raccolto tutte la riflessioni che ci sono pervenute nella seguente dispensa. Ringraziamo sentitamente tutti coloro che hanno aderito all’iniziativa.

 

Ultimo aggiornamento: 12.01.2015

Ultimi articoli

NeMO è ORO: per la prima volta un modello di salute orale

La salute orale nelle malattie neuromuscolari: il Centro Clinico NeMO presenta i primi risultati del progetto “NeMO è ORO”.

“Insieme per l’Indipendenza”: prorogate le iscrizioni ai corsi formativi

Le iscrizioni ai percorsi formativi previsti dal progetto “Insieme per l’indipendenza” sono prorogate fino al 30 gennaio.

Fuori dal giudizio, servono strumenti

Pochi giorni fa, a Corleone (PA), Lucia Pecoraro ha ucciso sua figlia Giuseppina Milone, per poi togliersi la vita. Giuseppina era una donna di 47 anni nello spetto autistico. Lucia era la sua caregiver. Questo

Rimani sempre aggiornato

Iscriviti alla Newsletter