scuola e inclusione

Scuola e decreto inclusione: cosa cambia

Il Consiglio dei Ministri ha approvato il 20 maggio scorso un decreto correttivo del decreto 66/2017 relativo all’inclusione scolastica degli studenti con disabilità.

L’obiettivo dichiarato è quello di mettere lo studente e le sue necessità al centro del percorso di formazione, con un maggiore coinvolgimento della famiglia nei processi decisionali. Anche i genitori e, dove possibile, gli stessi alunni con disabilità potranno partecipare al processo di attribuzione delle misure di sostegno.

Secondo una nota del MIUR, con questo decreto l’Italia si allinea definitivamente al principio riconosciuto dalle Nazioni Unite secondo cui la disabilità è tale in relazione al contesto.

Quali sono le novità? Ad anticiparle il sottosegretario Salvatore Giuliano in un post su Facebook: «Non parliamo più solo ore di sostegno, ma di misure di sostegno che si concretizzano attraverso una progettazione realizzata da tutti i docenti della classe. Per restituire ai docenti un ruolo centrale abbiamo ricostituito il GLHO (ora chiamato Gruppo di Lavoro Operativo per l’Inclusione) e abbiamo riformato la funzione assegnata ai Gruppi territoriali per l’inclusione (GIT): non gruppi con il compito di determinare il numero di ore di sostegno ma gruppi di personale docente esperto nell’inclusione, a disposizione delle scuole per sostenerle e supportarle».
Con l’approvazione delle nuove norme sussidi, strumenti, metodologie di studio più opportune, saranno decisi, con un Piano didattico individualizzato su misura rispetto alle caratteristiche del singolo studente.

Viene rivista inoltre la composizione delle commissioni mediche per l’accertamento della condizione di disabilità ai fini dell’inclusione scolastica: saranno sempre presenti, oltre a un medico legale che presiede la Commissione, un medico specialista in pediatria o neuropsichiatria e un medico specializzato nella patologia dell’alunno. Un cambiamento che punta ad assicurare la presenza di uno specialista nella patologia dell’alunno.

Il ministro Bussetti dichiara che il decreto correttivo è frutto del lavoro «in accordo con le Associazioni di settore e l’Osservatorio permanente per l’inclusione scolastica».

«Il decreto rappresenta un passo in avanti verso l’inclusione, cercando di porre al centro l’alunno e modificando il contesto sociale nel suo complesso – dichiara Anna Mannara, consigliere nazionale UILDM referente per i rapporti con il MIUR – Condivido però le criticità emerse dall’analisi della FISH (Federazione Italiana Superamento dell’Handicap)».

E aggiunge: «La strada che porta all’inclusione scolastica dello studente con disabilità è un lavoro che va condiviso tra istituzioni, corpo docente, famiglie. Si inserisce in un processo più ampio che ha l’obiettivo di rendere l’intera società più aperta e inclusiva».

Sono circa 245.000 gli studenti con disabilità in Italia interessati da queste novità. Il testo bozza del decreto passerà ora per le commissioni parlamentari per poi essere approvato in via definitiva dal Governo. Secondo le intenzioni dovrebbe entrare in vigore a partire dall’anno scolastico 2019-20.

(a. p.)

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