Alessandro Bruno

Alessandro e la vita indipendente

Alessandro Bruno ha 41 anni ed è Consigliere di UILDM Milano. La distrofia non gli ha impedito di realizzarsi nel lavoro e nello sport. Alessandro da molti anni organizza la sua quotidianità grazie a un percorso di Vita Indipendente.

 

Di che cosa ti occupi?

Sono impiegato nel front office di una compagnia assicurativa da più di sedici anni. Ho avuto la possibilità di avere un colloquio grazie al contatto di un amico e da lì è iniziata la mia esperienza lavorativa. Nel corso degli anni ho avuto l’opportunità di crescere dal punto di vista formativo e caratteriale, sentendomi sempre più a mio agio. Il buon rapporto che ho instaurato con i colleghi mi permette di sentirmi coinvolto nel team.

Cosa rappresenta per te il lavoro?

Il lavoro rappresenta l’opportunità di mettere a disposizione il mio talento per poter contribuire alla realizzazione di un progetto comune. 

Nel tuo percorso il progetto di Vita Indipendente è stata fondamentale. Cos’ha significato per te?

Vita indipendente significa poter soddisfare le proprie esigenze senza dipendere solo dai propri genitori. Decidere in autonomia, esaudire i propri desideri, progettare cose nuove, avere la possibilità di realizzare ciò che ti va. 

Come hai organizzato questo progetto? 
Ho intrapreso questo percorso circa 9 anni fa. Inizialmente ho avuto la possibilità di affittare un appartamento dove, grazie all’utilizzo di ausili, potevo avere l’autonomia necessaria per vivere. Naturalmente ho dovuto assumere un assistente personale per svolgere quello che non avrei potuto fare da solo. Adesso la stabilità lavorativa mi ha permesso di acquistare un appartamento per un futuro più sereno.

Com’è la tua giornata tipo?

La giornata inizia relativamente presto. Una buona colazione, partenza in auto per raggiungere il posto di lavoro, ritorno a casa dopo 7 ore di ufficio. Poi fisioterapia domiciliare, un’ora al pc, cena, doccia e un bel film prima di addormentarmi. Tutto questo grazie al progetto di Vita Indipendente.

Sei consigliere della Sezione UILDM di Milano. Cosa rappresenta per te questo incarico?

Questo incarico mi permette di conoscere da più vicino le attività e le problematiche di una associazione. La riuscita dei progetti e la sensibilizzazione rispetto alle tematiche che ogni giorno UILDM mette in campo dipende dalla volontà di ognuno. Per me rappresenta una sfida quotidiana e la possibilità di farsi conoscere sempre di più.

E lo sport?

Attualmente gioco nei Turtles Milano, una squadra di wheelchair hockey. Pratico sport da 23 anni, ma è come se avessi iniziato ieri dall’entusiasmo che ho ancora. L’attività sportiva ha permesso alla mia vita di arricchirsi di aspetti che forse non avrei potuto avere: la voglia di vivere e di comprendere come affrontare le cose con più energia e consapevolezza. Grazie allo sport ho conosciuto tante persone e ho molti amici che condividono la mia stessa passione. Purtroppo alcuni amici se ne sono andati prematuramente ma resteranno nel mio cuore e avrò sempre il ricordo vivo delle nostre sfide nei campi da gioco.

Come trascorri il tempo libero?

Nel tempo libero partecipo a gare con la carrozzina elettrica (Wheelchair GP). Vado al cinema, ai concerti oppure assisto a eventi sportivi.

Quando si realizza la vera inclusione secondo te?

La vera inclusione si realizza quando parlando di se stessi si dà una visione aperta di quello che possiamo dare agli altri. 

Qual è il segreto per vivere una vita piena?

Il segreto è un sorriso e la voglia di vivere e non mollare mai!

(v.b.)

 

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