Sostegno scolastico: un’importante sentenza

La LEDHA di Milano (Lega per i Diritti delle Persone con Disabilità) ha recentemente sostenuto numerose famiglie in una citazione al Tribunale Civile, per ottenere il ripristino delle ore di sostegno ridotte all’inizio del corrente anno scolastico.

Per la prima volta, però, non si è ricorso al TAR (procedura ormai consolidata in questo ambito) ma si è tentata una nuova strada, quella cioè del ricorso alla Legge 67/06 contro le discriminazioni ai danni di persone con disabilità e la cosa non era facile, poiché non si sapeva se la Magistratura Civile avrebbe riconosciuto la legittimazione dell’Associazione a tutelare i diritti delle persone con disabilità e se avrebbe ravvisato la riduzione di ore di sostegno come discriminazione.

Ebbene, il Decreto/Ordinanza emesso il 10 gennaio scorso dal Tribunale Ordinario di Milano ha pienamente accolto le richieste.

In primo luogo è da salutare positivamente il fatto che la prima applicazione della Legge 67/06 in materia di inclusione scolastica sia andata a segno, costituendo un precedente assai rilevante, anche per le argomentazioni svolte dal Tribunale. Esso infatti ha sentenziato sulla base della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, che all’articolo 24 (Educazione) ribadisce il diritto all’inclusione scolastica in Italia sancito già dalla Legge 104/92.

Il Tribunale, poi, ha molto basato la propria decisione sulla Sentenza della Corte Costituzionale 80/10, secondo la quale il nucleo essenziale di un diritto costituzionalmente garantito – come quello allo studio – non può essere condizionato da ragioni di bilancio.

Ciò significa che la procedura discriminatoria è certamente percorribile in caso di riduzione di ore di sostegno. Rimane tuttavia da verificare se i Tribunali Civili ravviseranno in futuro la stessa discriminazione in caso di assegnazione fin dall’inizio dell’anno scolastico di uno scarso numero di ore di sostegno, cosa più complessa da dimostrare. (R.R.)

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