Quanto sono sicure le nostre scuole?

(Tratto dal blog assenteingiustificato.com)

Adriana Bizzarri, coordinatrice del Settore Scuola di Cittadinanzattiva

Se la UILDM ha grande esperienza in tema di barriere architettoniche e inclusione scolastica e sociale, Cittadinanzattiva ha con sé l’esperienza di un decennio di monitorizzazione delle scuole sul tema della sicurezza. Ne parliamo con Adriana Bizzarri, coordinatrice del Settore Scuola di Cittadinanzattiva.

Cosa dicono i dati dell’ultimo rapporto realizzato per la Campagna Impararesicuri?

Per il decimo anno consecutivo abbiamo realizzato un’indagine annuale su un campione di edifici scolastici per misurarne i livelli di sicurezza, qualità e comfort. I risultati ottenuti, pubblicati in un rapporto nazionale scaricabile dal nostro sito rimangono estremamente problematici sia per quanto riguarda gli aspetti legati alla sicurezza strutturale (assenza delle certificazioni di agibilità strutturale e di prevenzione incendi in due terzi delle scuole, presenza di barriere architettoniche in gran parte dell’edificio, meno agli accessi) sia per quelli riguardanti la manutenzione interna. Infatti, soprattutto a causa dei pochi fondi a disposizione e delle lungaggini nei tempi di risposta da parte degli enti locali proprietari degli immobili, si assiste, quasi ineluttabilmente, al degrado del patrimonio dell’edilizia scolastica pubblica e all’aggravarsi dei problemi. Per questo, in più di un’occasione non abbiamo mancato di denunciare che se non si considera questa una priorità sulla quale investire, la situazione è destinata ad aggravarsi e ad essere completamente fuori controllo. Chi potrebbe allora affermare che tragedie come quella di San Giuliano e di Rivoli non saranno più possibili se non si corre ai ripari con investimenti adeguati?

Gli altri dati che ogni anno non smettono di sorprenderci sono quelli legati alla qualità degli ambienti scolastici: arredi non a norma o non a misura di studente per quasi la metà dei casi, servizi didattici poco attrezzati (solo metà delle scuole hanno la palestra) o poco utilizzabili (aule computer sì ma con poche postazioni funzionanti e connessione internet), pochi laboratori scientifici e scarsamente attrezzati e…il “cahiers de doléance” potrebbe continuare.

La Campagna Impararesicuri esiste da 11 anni: come sono cambiati i dati dall’inizio ad oggi e come e’ evoluto lo stato delle scuole in base ai monitoraggi eseguiti?

Cosa é cambiato in dieci anni? Molto poco per quanto riguarda la messa in sicurezza di circa un terzo delle scuole italiane: circa 12.000 scuole su quasi 42.000 risultano ” fuori legge” dal punto di vista dell’agibilità statica e dell’adeguamento antisismico. Miglioramenti, invece, si registrano sia per la maggiore attenzione riscontrata, negli anni, agli aspetti della sicurezza interna all’edificio e a quelli legati alla prevenzione: l’aumento della frequenza nelle prove di evacuazione, la nomina delle figure preposte ai diversi ruoli previsti dalla normativa, una maggior vigilanza interna ed esterna, eccetera. Riguardo agli effetti che il monitoraggio ha provocato e provoca sulle scuole esaminate credo di poter dire che per tutte si siano riscontrate effetti immediati o successivi. Il monitoraggio,infatti, difficilmente lascia le cose come le ha trovate. Il fatto di fornire dati circostanziati su ciascuna scuola monitorata provoca:
– l’immediata attenzione dei media su quella scuola
– l’aumento di consapevolezza nelle famiglie, negli studenti, in tutti coloro che lavorano in quella
sede delle reali condizioni di sicurezza e di vivibilità degli ambienti scolastici
– una spinta alla realizzazione degli interventi necessari sia di manutenzione ordinaria che
straordinaria ripetutamente segnalati dal Dirigente scolastico
– l’impegno pubblico da parte degli enti preposti, Comuni e Province, a risolvere le situazioni
segnalate
– l’accelerazione nell’utilizzo di fondi per le ristrutturazione ove previste, eccetera.

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