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Giovanni e Claudia, un sorriso fa la differenza

Giovanni Palermo ha 22 anni e fa il deejay. Quest’anno ha fatto il Servizio Civile nella Sezione di Mazara del Vallo. A Mazara c’è anche Claudia Ferro, 33 anni, che si occupa della gestione dei volontari e del rapporto con i soci e le famiglie della Sezione.
Passione e sorrisi contagiosi sono la chiave per comprendere le loro storie. Per la Settimana delle Sezioni UILDM (8-14 ottobre) vi raccontiamo perché.

Giovanni, come sei arrivato a fare Servizio Civile con UILDM?

Sette anni fa sono stato colpito da una grave malattia. Sono guarito, anche grazie ai volontari che in quel periodo difficile mi sono stati accanto e mi hanno donato un sorriso. Da quel momento ho deciso che anch’io mi sarei impegnato per ridonare ad altri quel sorriso che avevo ricevuto. Proprio per questo ho deciso di partecipare al bando di selezione per il Servizio Civile UILDM.

Uno dei progetti di UILDM Mazara è “Mare senza barriere“, una spiaggia attrezzata e accessibile a persone con disabilità. Ci racconti un episodio legato a questa esperienza?

Mi piace definire “Mare senza barriere” come l’antibarriera architettonica per eccellenza. Quest’estate è arrivata da noi in spiaggia una persona di circa 50 anni con una malattia neuromuscolare, che non aveva più fatto il bagno in mare da quando le era stata diagnosticata la patologia. Quando ha toccato l’acqua per la prima volta dopo tanto tempo si è messa a piangere e mi ha detto “voi siete degli angeli”. Per me quanto è successo non ha prezzo.

Il tuo primo impatto con la disabilità?

La difficoltà maggiore è nell’approccio fisico alla disabilità. Le prime volte che ho lavorato per il progetto Mare senza barriere non sapevo come prendere in braccio le persone per spostarle dalla carrozzina alla sedia per fare il bagno, poi piano piano ho imparato a farlo.

E ora?

Io non la vedo più, anzi credo che le persone con disabilità mi possano insegnare molte più cose di quelle che so io. Le malattie continuano ad esistere purtroppo, ma si può andare oltre insieme.

Perché un giovane dovrebbe fare Servizio Civile?

Ti trasforma la vita in maniera positiva; io credo sia cambiato ciò che trasmetto agli altri e il mio modo di guardare il mondo. Ho imparato tanto da coloro che ho incontrato.

E come ha cambiato il tuo futuro?

Da un paio di mesi ho deciso che voglio continuare a lavorare in questo ambito. Sto seguendo dei corsi per operatore socio sanitario perché desidero approfondire alcuni aspetti del mio impegno come volontario, e perché penso possa essere la mia strada. È una scelta dettata solamente dal cuore: sento di avere un debito di riconoscenza verso quei volontari che mi sono stati vicini sette anni fa e voglio restituire ciò che ho ricevuto a chi mi sta accanto.
 

Claudia, raccontaci di te.

Io amo dire che sono nata nel 1985 e sono rinata nel 2012 quando ho fatto Servizio Civile con una onlus legata alla Caritas della mia diocesi. Quell’esperienza è stata un punto di svolta perché mi ha permesso di rimettere in movimento doti e passioni che non volevo tenere solo per me.

Due anni fa sei approdata in UILDM. In che modo questa esperienza ti ha cambiato?

Ora la priorità è data alla relazione personale e a ciò che da essa nasce. Inoltre, UILDM mi ha permesso di vedere la disabilità in maniera diversa. Presto più attenzione all’accessibilità dei luoghi, insomma li guardo con occhi UILDM!
È così tanto ciò che mi ritorna che non sento nulla come un peso. Probabilmente alla mia età potrei fare altre scelte di vita, ma credo che questa sia quella che più mi rappresenta.

Perché fare il volontario in UILDM?

Perché è bello sperimentare che il proprio tempo non appartiene solo a noi; è esattamente questo che fa scattare la scintilla del volontariato!

Se dico “Dare mi dà” cosa ti viene in mente?

Quello che ricevo deve essere rimesso in circolo in altro modo. Se tutto ciò che ho avuto in questi anni fosse rimasto solo dentro di me sarebbe stato seme morto.

(a. p.)

 

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