_MG_9206

Duchenne: un nuovo passo verso possibili terapie

Una novità nel campo della distrofia muscolare di Duchenne. Fabio Arturo Iannotti, biotecnologo-medico, e il suo gruppo di lavoro, dei laboratori di ricerca dell’Istituto di chimica biomolecolare del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Icb) di Pozzuoli, hanno scoperto come in un modello animale sia possibile rallentare significativamente il decorso della malattia e recuperare le funzioni motorie perdute mediante farmaci in grado di regolare la funzione dei cannabinoidi prodotti dal nostro stesso organismo. Lo studio è pubblicato su Nature Communications.

«Lo studio di Iannotti e del suo gruppo – commenta Massimiliano Filosto, neurologo, membro della Commissione medico scientifica UILDM – ha dimostrato la presenza di un’aumentata espressione del recettore dei cannabinoidi di tipo 1 (CB1) nel muscolo distrofico, sia nel tessuto umano che in un modello animale. Gli endocannabinoidi sono coinvolti in numerosi processi fisiologici sia a livello centrale che periferico, ma il ruolo svolto nell’omeostasi del muscolo scheletrico non è ancora ben chiaro. Lo studio affronta proprio questo aspetto ancora poco noto».

La somministrazione ripetuta di alcuni farmaci è in grado di attenuare l’iperattività del recettore CB1. «Il dato più interessante dello studio è la dimostrazione che un antagonista del recettore CB1 – il farmaco Rimonabant – migliora la funzione motoria e favorisce la rigenerazione cellulare in muscoli distrofici», contrastando l’innesco dell’infiammazione e la degenerazione muscolare tipiche della malattia.

«Lo studio dimostra la presenza di un potenziale circolo vizioso causato dall’eccessiva proliferazione delle cellule satelliti e dalla sovra-espressione di PAX7 e dalla conseguente iper-espressione del CB1 con ulteriore proliferazione delle cellule satelliti e riduzione della differenziazione. La possibilità che un antagonista del recettore CB1 possa interrompere questo deleterio circolo vizioso che aggrava il processo distrofico è di potenziale rilievo ai fini terapeutici».

In sintesi, i dati presentati nella ricerca supportano un ruolo del sistema endocannabinoide nello sviluppo della malattia muscolare degenerativa, e suggeriscono che il recettore CB1 possa rappresentare un potenziale bersaglio per la terapia delle distrofie muscolari.

Sebbene sia sempre necessaria molta cautela nell’interpretare i risultati ottenuti in modelli sperimentali, l’auspicio è che tale scoperta scientifica spiani la strada a nuove e più efficaci terapie per le patologie muscolari e offra una diversa prospettiva di vita ai pazienti con distrofia muscolare di Duchenne.

A questo link è disponibile l’articolo (in inglese).

 

Distrofia muscolare di Duchenne
La distrofia muscolare di Duchenne è una malattia muscolare ereditaria legata al cromosoma X e causata da mutazioni nel gene della distrofina, una proteina fondamentale per mantenere una corretta struttura e funzionalità delle cellule muscolari. È una patologia che colpisce principalmente i maschi con un’incidenza di uno su 3.500 nuovi nati, causando progressiva debolezza muscolare fin dalla prima infanzia con associato coinvolgimento cardiaco e respiratorio.

Se vuoi saperne di più leggi la nostra scheda sulla Distrofia di Duchenne e Becker.

Ultimi articoli

“Insieme per l’Indipendenza”: prorogate le iscrizioni ai corsi formativi

Le iscrizioni ai percorsi formativi previsti dal progetto “Insieme per l’indipendenza” sono prorogate fino al 30 gennaio.

Fuori dal giudizio, servono strumenti

Pochi giorni fa, a Corleone (PA), Lucia Pecoraro ha ucciso sua figlia Giuseppina Milone, per poi togliersi la vita. Giuseppina era una donna di 47 anni nello spetto autistico. Lucia era la sua caregiver. Questo

Il Comune di Milano intitola un giardino a Franco Bomprezzi

Giovedì 18 dicembre 2025 il Comune di Milano intitolerà un giardino cittadino a Franco Bomprezzi, figura centrale del movimento per i diritti delle persone con disabilità, scomparso nel dicembre 2014.
Rimani sempre aggiornato

Iscriviti alla Newsletter