Complimenti Ministro!

Il ministro dell'Economia Giulio Tremonti

Altro che evasori: la “Manovra Finanziaria Correttiva” penalizza fortemente le persone con disabilità. E quella dichiarazione di Tremonti… 

«Due milioni e settecentomila invalidi in Italia pongono la questione se un Paese così può essere competitivo»: sono parole pronunciate dal ministro dell’Economia Giulio Tremonti, nel presentare la Manovra Finanziaria Correttiva, contenenti uno stigma tanto grave da caratterizzarsi come uno dei più rilevanti danni recenti per le persone con disabilità. L’invalido, infatti, viene presentato come un “parassita” che blocca la competitività e tale affermazione “razzista” non può che arrivare subito e forse venire amplificata dall’opinione pubblica, enfatizzata da certi organi d’informazione.

La realtà è che questa Manovra da 24 miliardi di euro “mette le mani nelle tasche degli italiani” e particolarmente in quelle delle persone con disabilità, con decisione inversamente proporzionale a quella usata nei confronti degli evasori fiscali. E il modo scelto per farlo è il più subdolo: passando cioè il “fiammifero acceso” alle Regioni e decretando sostanzialmente la fine delle già timide politiche regionali sulla non autosufficienza, la domiciliarità e il contenimento del disagio sociale. 

«Una stagione – commenta amaro Pietro Barbieri, presidente della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), – finita prima ancora di nascere: sono queste le politiche per la famiglia che ci attendono negli anni a venire».

 I dati statistici ed economici sui quali si è basata la Manovra presentata da Tremonti? Basti per tutti una delle dichiarazioni rese dal Ministro durante la conferenza stampa di presentazione della manovra finanziaria, del 26 maggio (ore 19 circa) nelle parti in cui si esprime sull’invalidità civile. Ministro: “Chessò: il fischio all’orecchio è una causa di invalidità; è molto fastidioso, ma che debba essere causa di pensione di invalidità come se fossi davvero invalido magari è troppo”. Per la cronaca: Gli “acufeni permanenti o subcontinui di forte intensità e insorti da più di tre anni” – sintomo più assimilabile al “fischio all’orecchio” – sono effettivamente previsti come invalidanti dal già citato Decreto del Ministero della Sanità del 5 febbraio 1992. Viene prevista una percentuale fissa di invalidità pari al 2%. Il minimo per essere considerati invalidi è il 33%. Il minimo per avere diritto ad un assegno è il 74%. (R.R.)

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