barriere architettoniche

Volontari anti barriere

Marciapiedi con rampe troppo pendenti, locali pubblici con servizi igienici non accessibili a persone con disabilità, attraversamenti pedonali con gradino annesso al termine del percorso. Sono alcune delle criticità evidenziate da alcuni componenti del tavolo provinciale sull’accessibilità della FISH – Federazione italiana per il superamento dell’handicap in alcune città venete, Vicenza, Malo, Thiene e Valdagno.

Negli ultimi mesi Dario Ceroni, componente del tavolo e socio di UILDM Vicenza, e un gruppo di volontari hanno eseguito una serie di sopralluoghi in queste città per segnalare le difficoltà che incontrano le persone con disabilità negli spostamenti e nello loro azioni quotidiane. Si tratta di verifiche per mettere in atto i P.E.B.A., i Piani di eliminazione delle barriere architettoniche, uno strumento a disposizione delle amministrazioni comunali per pianificare e coordinare gli interventi per l’accessibilità degli spazi pubblici.

“Nei nostri sopralluoghi  – commenta Ceroni – abbiamo notato come, in genere, le amministrazioni abbiano risolto il problema delle barriere negli uffici pubblici trovando soluzioni che permettono l’accesso alle persone con disabilità. Negli ultimi anni, da questo punto di vista, i Comuni si sono adeguati alle normative”.

Gli snodi da risolvere riguardano strade, marciapiedi, passaggi pedonali. I problemi più evidenti si riscontano inoltre nei locali pubblici, soprattutto per quanto riguarda i servizi igienici. “Abbiamo chiesto ai Comuni  – continua Ceroni – che si attivino perché nei casi di subentro nei bar e negli altri locali pubblici i proprietari realizzino lavori di adeguamento degli spazi e dei servizi igienici perché siano veramente accessibili a tutti”.

“È necessario l’impegno di tutti per l’eliminazione delle barriere architettoniche: da una parte manca da anni un rifinanziamento della Legge regionale 16/2007 relativa all’abbattimento delle barriere architettoniche”. Dall’altra ci vuole una partecipazione più attiva da parte dei privati per superare le criticità rilevate. L’inclusione delle persone con disabilità passa anche attraverso il diritto alla mobilità e la piena e libera fruizione di spazi e ambienti.

(a. p.)

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