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Se dal lavoro nasce solidarietà

Il bello di lavorare per un’associazione come UILDM è che il lavoro si incrocia necessariamente con il volontariato, anzi, per essere più precisi si incrocia e si mescola con la vita dei volontari. Quindi lavorare in UILDM è sempre una grande occasione per creare relazioni che vanno oltre. È andata così anche a Davide ed Emil, che per lavoro hanno seguito le Manifestazioni nazionali del 2019 a Lignano Sabbiadoro. Davide Zanelli ha 26 anni ed è nato a Bergamo, Emil Olaru invece ha 21 anni ed è nato in Romania, e da bambino si è trasferito prima in Italia con la famiglia.

 

Avevate mai sentito parlare di distrofia muscolare prima di conoscere UILDM?

Davide: Sì, la malattia la conoscevo già ma non l’associazione.

Emil: Sì ne ero a conoscenza, ma nella vita di tutti i giorni non mi sono mai fermato a pensarci su.

 

Durante le Manifestazioni nazionali avete scoperto la Sezione UILDM di Bergamo. Come vi sembra la vita di Sezione? Con quali aspettative vi siete avvicinati?

D: Mi ha colpito l’alto numero di giovani. La mia famiglia è composta di volontari, lo sono anch’io, ma non mi era mai capitato di vedere tanti volti così giovani nel direttivo. Alla Sezione di Bergamo mi sono avvicinato come un amico: di recente siamo stati al Castello sforzesco di Milano ed è stata una gita come ne farei appunto con i miei amici. Poi è stata anche l’occasione per rendermi conto che chi si muove in carrozzina ha ostacoli organizzativi che lo obbligano a pianificare per tempo gli spostamenti. È proprio stando insieme, vivendo un’esperienza comune, che ti accorgi di questi aspetti.

E: In queste ultime settimane ho frequentato la Sezione quasi ogni giorno. Non mi ero creato aspettative, sono partito con l’idea che se serviva una mano io c’ero, sono rimasto colpito dalla quantità di cose che si fanno e dei progetti che si mettono in piedi per aiutare gli altri. Alla UILDM di Bergamo mi occupo di qualsiasi cosa mi danno da fare, visto che non mi tiro mai indietro.

 

Avevate mai fatto volontariato? Se sì, cosa significa per voi?

D: In famiglia ne abbiamo sempre fatto. Per me volontariato significa fare qualcosa insieme agli altri, ma che fa stare bene anche me. Paradossalmente, stare con i ragazzi della Sezione di Bergamo non è volontariato ma è un rapporto di amicizia!

E: Ho fatto volontariato quando avevo 16 anni in un Centro diurno e mi ero divertito molto. Poi tra scuola, lavoro e impegni vari non ci ho più pensato. Non mi piace il pensiero collettivo del “Va beh, ci penserà qualcun’altro”: se posso dare una mano e non mi pesa, perché no? Infatti quando in Sezione mi hanno proposto di fare volontariato ho accettato subito. Per me volontariato è dare per ricevere, perché aiuti gli altri e in cambio stai meglio con te stesso e diventi più felice.

(cs)

 

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