Marialaura Tessarin

Musica, Politica e Filosofia: gli Amori di Marialaura

Marialaura Tessarin, 35 anni, cantante, compositrice e modella, è anche appassionata di politica ed è assessore del comune di Porto Viro in provincia di Rovigo. Definisce la sua SMA: «una donna bellissima e sinuosa, con delle curve pericolose».

Cosa rappresenta per te la musica?
«Non so se il mio se posso chiamarlo talento, di sicuro è una necessità, che nel corso di tutti questi anni mi ha sempre accompagnata. Con la musica ho sempre avuto un rapporto molto conflittuale, perché più di tutti gli altri miei interessi, è quella che mi incalza, che mi obbliga a mettermi nudo, e con la quale non posso mentire. La musica mi ha sempre spronato a dare tutta me stessa, ed è l’unico strumento con cui mi esprimo completamente. Canto e compongo dall’età di 14 anni, la musica ha sempre fatto parte di me, fin da bambina cantavo le sigle dei cartoni animati. Ho partecipato a tantissimi concorsi a livello nazionale, come il Musicultura festival, Sanremo lab, Premio Lunezia, Pop Rock contest, Tour Music fest, Musica controcorrente e molti altri. Situazioni dove ho ricevuto grandi soddisfazioni, e allo stesso tempo sono state un banco di prova per la mia crescita personale».

Qual è la tua formazione?
«Ho studiato al liceo socio-psico-pedagogico, mi sono laureata in Filosofia con 110 e lode e mi mancherebbero pochissimi esami per ottenere anche la laurea in Lettere. Nel frattempo ho studiato alla Lizard di Padova, scuola improntata sulla musica moderna, diplomandomi con il massimo dei voti in canto, teoria musicale e solfeggio».

Cosa racconti attraverso il canto?
«Attraverso la musica e la scrittura dei testi vorrei raccontare le donne. Amo parlare di loro, che sono tutte proiezioni di una Marialaura che ha voglia di vivere tante vite: le loro vicissitudini e la loro forza, la loro grandezza, il loro carattere. Nei testi delle mie canzoni emergono temi sociali legati i diritti umani, alla voglia di libertà e alla voglia di amare apertamente. Di essere donna».

In primavera è uscito il tuo singolo “Le trecce di Lolita”. Com’è nato questo progetto musicale?
«Le trecce di Lolita è il singolo che fa da traino al mio nuovo disco. È un lavoro scritto a quattro mani con il giovane arrangiatore e produttore Iarin Munari, batterista di Roberto Vecchioni, Paolo Vallesi, Paolo Belli, Morgan, Antonella Ruggiero, Franco Battiato e degli Stadio. Il singolo è accompagnato da un videoclip sul mio canale YouTube».

Come nasce una canzone?
«Scrivo prevalentemente di notte. La musica e le parole vengono in contemporanea. Non scrivo prima una cosa e poi l’altra. Nella mia mente e nel mio cuore la musica e le parole hanno già un legame. Le mie canzoni nascono spessissimo dall’insonnia. Dalla voglia di scendere dal letto. Il mattino dopo mi alzo distrutta e svuotata. Ma tanto felice. E soddisfatta di me stessa».

Nella tua vita anche la politica ha un ruolo importantissimo…
«Sono assessore alle pari opportunità, alle politiche per il superamento dell’handicap, politiche giovanili, imprenditoria femminile, associazionismo e fondi europei. In questo momento sono al secondo mandato».

Cos’è per te la politica?
«Una forma d’arte. La vivo così. Cercando di non rimanere impigliata nei labirinti della burocrazia, trovando ogni giorno soluzioni artistiche per creare nella mia città qualche cosa di nuovo per le donne, per i giovani e per le persone con disabilità. Nella mia attività amministrativa cerco di dare anima e corpo, molto spesso stancandomi e mettendo anche repentaglio la mia salute. Ma sono una perfezionista. Odio fare brutta figura!»

Che messaggio ti senti di lanciare ai nostri lettori?
«A tutte le donne che non si accettano fino in fondo vorrei dire di liberarsi. Di non vergognarsi. E di trarre gioia dal loro corpo. La gioia di piacersi e di piacere. Di guardarsi allo specchio e di capire che un viso dolce, anche su un corpo compromesso, rimane comunque un viso dolce. La bellezza va ricercata. Nessuno nasce veramente bello, ma ognuno di noi può diventarlo».

(v.b.)

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