Miopatie da deficit di collagene di tipo VI: una dieta ipoproteica

GUP11007
LA DIETA IPOPROTEICA PER CORREGGERE IL DIFETTO AUTOFAGICO NEI PAZIENTI CON MIOPATIE DA DEFICIT DI COLLAGENE TIPO VI

Durata del Progetto: 2 anni
Budget: 77.300 euro
Ricercatore: Luciano Merlini, Laboratorio di Biologia Cellulare Muscoloscheletrica, Istituto Ortopedico Rizzoli, Bologna

La mancanza di collagene VI ha un grave effetto sulle fibre muscolari, determinando alterazioni dei mitocondri (organelli subcellulari) e morte cellulare in due distrofie muscolari, la distrofia congenita di Ullrich (UCMD) e la miopatia di Bethlem (BM). La causa è l’apertura incontrollata di una proteina che agisce da “poro di permeabilità” (Permeability Transition Pore – PTP) nei mitocondri, un canale ionico controllato dalla ciclosporina A (CsA).
Uno studio pilota a breve termine con CsA è stato condotto in pazienti con miopatie da collagene VI ed è risultato efficace nel correggere la disfunzione mitocondriale, mentre uno studio di più lunga durata in pazienti UCMD ha migliorato la forza dei muscoli degli arti, ma non di quelli respiratori.
Si è poi visto che l’“autofagia” – meccanismo attraverso il quale la cellula “autodigerisce” le proteine e i mitocondri danneggiati – è difettosa sia nel modello murino (topo) che nelle cellule dei pazienti. In altre parole, la carenza di autofagia impedisce la rimozione dei mitocondri alterati con aumento di danno cellulare. E tuttavia, i topi sottoposti a dieta ipoproteica hanno riattivato l’autofagia, rimosso i mitocondri alterati e recuperato forza nei muscoli.
Anche la CsA – l’inibitore del PTP – riattiva l’autofagia, indicando che questo processo è un obiettivo comune dei trattamenti indicati.

Il presente progetto intende dunque valutare l’efficacia e la sicurezza di una dieta normocalorica ipoproteica in pazienti adulti con BM e UCMD.
La dieta ipoproteica viene prescritta per un anno e la riattivazione della autofagia sarà valutata in biopsie muscolari, misurando la riattivazione di Beclin 1, proteina marcatrice dell’autofagia.
Ulteriori obiettivi del progetto saranno poi la ricerca di indicatori non-invasivi per l’autofagia e la validazione nei pazienti di un nuovo completo insieme di metodiche, per valutare lo stato nutrizionale e le sue modificazioni, a seguito della dieta ipoproteica.

Si ringraziano per le notizie fornite e per l’elaborazione del testo Renato La Cara e l’Ufficio Scientifico di Milano della Fondazione Telethon.

Testo redatto nel febbraio del 2012.

Per ulteriori dettagli o approfondimenti:

Coordinamento della Commissione Medico-Scientifica UILDM (referente: Crizia Narduzzo), c/o Direzione Nazionale UILDM, tel. 049/8021001, commissionemedica@uildm.it.

Data dell’ultimo aggiornamento: 15 novembre 2014.

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