Media e disabilità: realtà compatibili

Il settore della Comunicazione sta diventando sempre più eterogeneo e interconnesso al suo interno: le notizie sono veicolate non più solo attraverso tv, radio e giornali, ma anche – e con un trend in costante aumento – tramite smartphone e tablet, attraverso la Rete. Il continuo progredire delle tecnologie e delle piattaforme digitali di Comunicazione riguarda direttamente anche le persone con disabilità. Per fare il punto sulla situazione, nei giorni scorsi è stato organizzato dall’AGCOM (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni), presso la propria sede di Roma, un incontro dal titolo: Media e disabilità.

All’incontro, durante il quale si è discusso di come i media, in particolare i soggetti che hanno un bacino di utenza di milioni di persone, possano e debbano fornire contenuti e strumenti idonei alla ricezione da parte delle persone con disabilità, hanno partecipato, tra agli altri, Angelo Marcello Cardani, presidente AGCOM, Anna Maria Tarantola, presidente della RAI, Eric Gerritsen, vicepresidente Comunicazione e Relazioni Pubbliche di Sky Italia, Stefano Selli, Direttore Relazioni Istituzionali Italia di Mediaset.
Anche le organizzazioni e le realtà associative delle persone con disabilità erano rappresentate; in questo senso segnaliamo in particolare la partecipazione di Vincenzo Falabella, presidente nazionale della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), il quale ci ha spiegato: «La normativa europea e quella italiana stabiliscono precisi obblighi a carico delle emittenti del servizio radiotelevisivo pubblico e, in parte, delle emittenti private. Occorre tuttavia allargare l’orizzonte della riflessione, ponendo l’accento sulle peculiarità della comunicazione digitale, in grado di offrire agli utenti con disabilità formidabili opportunità di fruizione di tutte le piattaforme».

La sfida odierna è quella di applicare le norme a tutela del pluralismo e dei diritti fondamentali di ogni cittadino per quanto riguarda il campo delle telecomunicazioni, editoria, mezzi innovativi di comunicazione e servizi postali. «L’accesso alle tecnologie dell’informazione – continua Falabella – rappresenta un’occasione imperdibile per i soggetti disabili di prendere parte attivamente alla vita culturale, economica della società, nel pieno rispetto del principio di non discriminazione».

Abbiamo chiesto a Vincenzo Falabella alcuni aggiornamenti anche rispetto all’attività portata avanti dall’Unione Europea al riguardo. «La stessa Agenda Digitale europea – ha concluso il presidente della FISH – vede il tema con grande interesse, tanto da aver iniziato a lavorare su una specifica direttiva relativa all’Accessibilità al web, con l’obiettivo di assicurare la fruibilità dei servizi online della pubblica amministrazione, ma anche di monitorare e migliorare l’effettivo utilizzo delle tecnologie digitali da parte degli utenti delle fasce più deboli». (Renato La Cara)

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