“La stanza di Hamdan”

A sinistra, il giovane Hamdan Je’we

Dalla realtà palestinese arrivano, quasi sempre, notizie e storie tristi, dense di sofferenza e dolore. Questa volta, invece, il racconto della vita del giovane Hamdan Je’we, ragazzo ventinovenne con disabilità fisica, ci porta speranza e ci lascia un’ondata di emozioni forti. La sua vicenda parte da un contesto generale difficile, come quello dei territori palestinesi, che va ad aggiungersi ad una condizione personale di disabilità, sin dalla nascita. Hamdan, costretto a rinchiudersi in casa per paura e vergogna della propria condizione fisica, decide di rimanere in isolamento completo fino al compimento degli undici anni. Poi, qualcosa scatta dentro di lui, nella sua mente e nel suo cuore. Hamdan decide di uscire di casa, di vivere libero la sua condizione di disabilità e sceglie di cambiare, per sempre, la sua esistenza. Con una assoluta determinazione e volontà di spirito, viaggia e si concentra su progetti di inclusione sociale, costruendo reti di solidarietà che continuano ad espandersi.

Ma come fare per lasciare una testimonianza concreta della propria storia? Di questa sua consapevolezza di vivere apertamente la disabilità in maniera propositiva e utile anche per  le migliaia di persone come lui, che vivono in contesti delicatissimi di guerra, fame e povertà diffusa? Hamdan racconta la sua esperienza di vita in un documentario dal titolo esemplificativo La stanza di Hamdan che verrà presentato venerdì 19 ottobre alle ore 10 presso la sede di Gesco Campania (Via Vicinale S.Maria del Pianto, 61), a Napoli.
Introdurrà il documentario, che si ispira a valori di partecipazione, inclusione sociale e solidarietà da sempre riconosciuti e sostenuti anche dalla UILDM, l’assessore alle politiche sociali del Comune di Napoli Sergio D’Angelo e interverrà anche il giovane palestinese, protagonista del filmato. Alla proiezione del video si unirà la presentazione di un innovativo progetto di cooperazione tra un’organizzazione no-profit e una profit, con l’obiettivo condiviso di agire su una realtà cosi drammatica con un approccio vicino ai valori dell’impresa sociale, in un’ottica lontana dall’assistenzialismo. L’Associazione Moire, che ha come sua missione quella di inserire le persone con disabilità nel mondo del lavoro, in collaborazione con la Società Terrena parteciperanno ad un progetto di fabbricazione di monili di design che verranno venduti e i cui proventi andranno a sostegno degli obiettivi di inclusione sociale dell’associazione.

Per le riflessioni finali prenderà la parola Giampiero Griffo, membro del consiglio mondiale di DPI (Disabled Peoples’ International). (R.L.C.)

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