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Emma: Grinta, Bellezza, Arte e Sport

Classe 2002, una grinta pazzesca e un’anima sensibile da artista. Lei è Emma Tognin, socia di UILDM Padova e atleta di wheelchair hockey.

L’abbiamo conosciuta da bambina, quando era stata testimonial di una delle Giornate Nazionali UILDM. Ora Emma frequenta il Liceo Linguistico “A.Cornaro” di Padova, è una ragazza riflessiva, creativa e autoironica. Adora osare con il look, è forte e determinata. «Odio quando le persone credono che tu sia in un modo grazie alla tua disabilità: se sei disabile sei automaticamente sensibile, delicato, gentile e ingenuo. Siamo tutti diversi e non è una carrozzina a formare la tua personalità». 

Come ti descriveresti in questo momento? 
Penso di avere un carattere molto complesso, che cambia molto a seconda di chi ho di fronte. Nonostante ciò sono una persona aperta di mentalità, spontanea, sincera, sensibile, introversa, selettiva, appariscente, ambiziosa e talvolta un po’ lunatica. I miei amici dicono che per loro ci sono sempre e che li so ascoltare. Mi piace mettermi a disposizione degli altri, ma so anche quando è il momento di scherzare.

Cosa rappresenta per te lo studio?
Lo studio per me rappresenta il mezzo per avere un buon futuro e ampliare la mia mente. Sono al quarto anno del Liceo linguistico e ho scelto di approfondire il tedesco, lo spagnolo e l’inglese.

Anche lo sport ha un posto speciale nella tua vita…
L’Hockey per me è importantissimo. Ho cambiato squadra quest’anno proprio perché sono molto ambiziosa e voglio arrivare al massimo delle mie potenzialità. Dai Treviso Bulls, squadra di A2, sono passata al Coco Loco Padova, seconda squadra più forte di Italia. Mi impegno molto in questo sport anche se non riesco a dedicargli il tempo che vorrei. 

Quali sono i tuoi interessi e le tue passioni?
Ascolto molta musica, apprezzo generi diversi e non ho un cantante o una band preferita. Mi piace molto anche l’arte e adoro andare a visitare qualche mostra. Il mio artista preferito è Salvador Dalí, di cui ho visto una mostra quest’estate a Barcellona. Non ho molto tempo libero, ma il poco che mi rimane lo trascorro uscendo con gli amici, dipingendo e leggendo. 

Cosa non sopporti?
Odio le persone che negano e disprezzano la libertà altrui: ognuno è libero di amare, indossare, fare quello che vuole. 

Sei sempre truccata e curata. Come vivi la tua femminilità? 
Il trucco per me è una forma d’arte, molto sottovalutata e fraintesa. Mi aiuta ad esprimermi, a mostrare il mio tipo di bellezza e ad esaltarmi.

Cosa ti ha dato la forza per superare i momenti più difficili?
Niente in realtà. Lo fai e basta. Lo fai per sopravvivere. Più ne vivi più prendi consapevolezza di quanto forte puoi diventare e capisci che se ti è capitata questa vita, è perché hai le potenzialità per viverla. 

Cosa sogni di fare da grande?  

Non c’è un lavoro in particolare, ancora. Voglio fare un lavoro che mi piace e che possa rendermi indipendente il prima possibile. 

(v.b.)

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