Cinque per mille, ovvero la sussidiarietà negata

La Camera dei Deputati, nell’approvare la Legge di Stabilità 2011, ha approvato anche il paventato provvedimento che prevede il taglio dei fondi destinati al cinque per mille.

Sono rimasti dunque del tutto inascoltati i vari appelli prodotti in questi giorni da tantissime organizzazioni, tra i quali quello lanciato dal Forum del Terzo Settore, insieme a ConVol (Conferenza Permanente Presidenti Associazioni e Federazioni Nazionali di Volontariato) e CSVnet (Coordinamento Nazionale dei Centri di Servizio per il Volontariato), o quello che ha visto come prima firmataria l’organizzazione Emergency.

Quest’ultimo, che vede tra gli organismi firmatari anche la UILDM, denunciava con forza la drastica riduzione a 100 milioni di euro dei fondi da destinare al “5 x 1.000” per l’anno 2011. Questo, come sottolineava l’appello di Emergency, significherebbe non rispettare la volontà dei cittadini che liberamente decideranno di versare alle associazioni destinatarie la loro quota del 5 x 1.000 con la prossima dichiarazione dei redditi: solo 100 milioni, rispetto all’intero ammontare del 5 x 1.000, verranno infatti distribuiti alle associazioni, mentre il resto verrà trattenuto dallo Stato.

Questi tagli si ripercuotono significativamente sull’operatività delle organizzazioni del terzo settore, che hanno dimostrato, negli ultimi anni in modo ancora più evidente, una professionalità molto elevata, oggetto di apprezzamento in Italia e all’estero e dunque motivo di orgoglio per il nostro Paese. Tali organizzazioni, non diversamente da altre realtà sociali ed economiche, basano la loro attività sulla programmazione finanziaria degli impegni attuali e futuri per rendere sostenibile il proprio agire nei diversi settori di riferimento.

Si tratterà, in pratica di una riduzione del 75% rispetto all’importo destinato nell’anno precedente (peraltro già oggetto di una limitazione rispetto al totale dei fondi raccolti). Siamo quindi di fronte a un taglio che sostanzialmente riduce dal 5 all’1,25 per mille la quota proveniente al Terzo Settore dalle denunce dei redditi dei Cittadini, come aveva in precedenza sottolineato Andrea Olivero, portavoce del Forum del Terzo Settore.

“Ora dunque” ha aggiunto a caldo il portavoce del Forum del Terzo Settore, dopo la temuta approvazione del provvedimento da parte della Camera “possiamo solo sperare che al Senato prevalgano la responsabilità e il buon senso e che vengano assegnati al cinque per mille fondi adeguati e non elemosine”.

“Ci auguriamo per altro” conclude polemicamente Olivero “che d’ora innanzi i parlamentari che hanno voluto questo grave taglio non usino più la parola sussidiarietà nei loro interventi politici”. (R. R.)

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