a cura di Barbara Pianca
Si fa ancora attendere l’inaugurazione del ponte di Calatrava, testimonianza architettonica del nuovo millennio a Venezia. E in ogni caso sembra ormai che ci siamo. Ma l’ovovia, intanto, ovvero la struttura che dovrebbe rendere accessibile la nuova opera, a che punto sta?
Nello scorso numero di DM (Ovovia di Pasqua?), avevamo aggiornato i lettori sullo stato dei lavori di costruzione dell’ormai celebre quarto ponte sul Canal Grande di Venezia, progettato dall’architetto spagnolo Santiago Calatrava.
Come ormai è noto, sono due i problemi che accompagnano la controversa costruzione di quest’opera. Da una parte l’utilità dello stessa, specie nel rapporto costi/benefici, dall’altra la dibattuta questione della sua inaccessibilità strutturale, ovviata dall’applicazione di un’ovovia lungo la sua schiena, vale a dire di una specie di ascensore accessibile che dovrebbe scorrere lungo la pavimentazione del ponte.
Ultima data annunciata - anche da noi - per l’inaugurazione dell’opera era stata la Pasqua del 2008, come avevano dichiarato gli stessi esponenti del Comune di Venezia alla fine del 2007, pur con grande cautela, visto che di dichiarazioni e smentite sulle date dell’inaugurazione se n’erano già susseguite parecchie. Ora che la Pasqua è trascorsa e che nulla è accaduto, nessuno si sbilancia più con nuove ipotesi. Nel frattempo, però, i lavori di ultimazione del ponte sono a buon punto. Il progetto è elaborato e richiede accorgimenti complicati che hanno di volta in volta rallentato i lavori, man mano che questi procedevano.
Luigi Licciardo, uno dei direttori operativi, ci racconta che in questi giorni «si sta posando la pavimentazione. Sono già stati posati i parapetti di vetro, ma manca il corrimano lungo i parapetti stessi». Quello che ancora manca, dunque, sarebbero le cosiddette “finiture”.
A questo punto ci interesserebbe scoprire a che punto siano i lavori di costruzione dell’ovovia, non ancora conclusa, ma su questo, purtroppo, i tecnici del Comune non ci forniscono informazioni dettagliate: sembra che si stia lavorando a modifiche non strutturali necessarie per ottenere l’omologazione da parte del Ministero dei Trasporti. Di più, per ora, non è dato sapere. Sembra per altro che i tempi di attesa siano lunghi, forse più lunghi di quelli necessari per l’ultimazione del ponte.
Ci rivolgiamo allora all’assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Venezia, Mara Rumiz, e concludiamo questo nostro tentativo di aggiornamento, chiedendole se loro, i rappresentanti politici, hanno già valutato l’ipotesi di inaugurare, eventualmente, il ponte ancora inaccessibile. Ma la risposta in tal senso di Rumiz sembra perentoria: «La mia dichiarazione è sempre stata la stessa: tendiamo a inaugurare il ponte con l’accessibilità per tutti. Ad oggi mi sento ancora di confermare questa mia posizione. Più avanti, se sarà il caso, ne riparleremo».