DM 164 - DICEMBRE 2007 - Periodico della UILDM Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare
Sassari

Le barriere vent’anni dopo

Bella l’iniziativa lanciata dalla UILDM di Sassari - in collaborazione con il Comune e l’Università della città sarda, con l’Amministrazione Provinciale e con l’ERSU (Ente Regionale per il Diritto allo Studio Universitario) - consistente nella mostra-concorso fotografica denominata Sassari e le Barriere... vent’anni dopo, svoltasi dal 18 al 28 dicembre e promossa allo scopo principale di sensibilizzare tutti i cittadini - in particolare i giovani - ad una maggiore consapevolezza riguardo alle barriere e al diritto alla mobilità delle persone con disabilità.

La UILDM ha in tal senso ripreso un discorso avviato vent’anni fa proprio con una mostra analoga realizzata dal fotografo Carlo Antero Sanna e ospitata nei locali della Provincia. Oggi lo stesso Sanna, presidente dell’Associazione Arte Cultura Società, si è reso disponibile per un’ulteriore focalizzazione della situazione attuale in questo ambito. Attraverso dunque le immagini del fotografo professionista - unite a quelle dei cittadini che hanno preso parte al concorso col loro personale punto di vista - è stato interessante verificare i mutamenti avvenuti in città e il livello di accoglienza percepito dalle persone rispetto agli edifici, alle strade e ai luoghi di vita quotidiana.

«Un progetto - secondo Francesca Arcadu, presidente della UILDM di Sassari - che trova un’ulteriore giustificazione nella proclamazione del 2007 quale Anno Europeo delle Pari Opportunità per Tutti e da parte nostra riteniamo che tra gli obiettivi da rafforzare in questa occasione possa esservi tra i principali proprio il riconoscimento ai cittadini con disabilità del diritto di godere di un uguale trattamento e di vivere una vita libera da qualsiasi discriminazione. Confrontando poi la situazione delle barriere rispetto a quella di vent’anni fa, potremo capire meglio come sia cambiata la sensibilità a riguardo, con la consapevolezza che una città a misura di persona con disabilità diventa più accogliente per tutti».

(S.B.)